Esercito Francese

 

Duca

D'Orléans

 

Maresciallo

La Feuillade

 

Conte

Ferdinando Marsin

 

Esercito Alleati

Duca

Vittorio Amedeo II

 

Principe

Eugenio

 

Conte

Virico Daun

 

 

 
 

 

 

1a FASE - IL SOCCORSO
Il Principe Eugenio, una volta giunto nei pressi di Torino con l'armata di soccorso, si incontra con suo cugino Vittorio Amedeo II. I due condottieri il 2 settembre del 1706 salgono sulla collina torinese, a Superga - dove ora sorge la basilica eretta proprio per onorare quella vittoria, per decidere quale piano attuare e strategia adottare contro le truppe francesi assedianti. Una volta valutato dall'alto di quel picco la situazione generale i due cugini decidono di attuare un piano ardito ma geniale: aggirare lo schieramento francese e disporsi a nord - ovest della città dove i gallo-ispani sono più vulnerabili. La manovra riesce, nell'immobilità generale francese che nonostante la possibilità di attaccare un esercito in movimento non lo fece, ed il 6 settembre gli austro-sardi si accampano a Venaria Reale.
La sera viene dettato l'ordine di battaglia e ci si prepara allo scontro decisivo del giorno successivo. All'alba del 7 settembre gli alleati sono disposti secondo i piani prestabiliti…dopo un cannoneggiamento di un paio d'ore sul trinceramento francese- senza in verità sortire molto effetto - risuona l'ordine di attaccare…La battaglia ha inizio!

2^ FASE - L'ATTACCO DELLE LINEE

Sono le 10,00 quando tutta la linea trincerata francese viene attaccata. L'assalto più massiccio viene operato all'ala destra nemica, dove sei battaglioni di granatieri prussiani, comandati dal Principe d'Anhalt, tentano di sfondare la linea nemica. Per ben tre volte questi attacchi vengono respinti e all'ala sinistra, verso Lucento, la situazione non è migliore - anche per il fatto che le truppe gallo - ispane sono ben trincerate nell'omonimo castello fortificato. Il quarto attacco è pero risolutivo, in concomitanza con questo ulteriore assalto frontale viene investito anche il fianco nemico - grazie ad un'astuzia del Duca Vittorio Amedeo che durante la battaglia ha mandato in esplorazione 4 squadroni di ussari in cerca di un guado nel fiume Stura.

In questo punto si gettano alla carica anche gli squadroni della cavalleria sabauda ed alcuni battaglioni di fanteria, è fatta! I francesi colti di sorpresa e attaccati su due fronti si scompaginano e cedono le trincee. La destra francese è sopraffatta e perde coesione col centro del proprio schieramento. In questo spazio si gettano alcuni battaglioni imperiali, ma la controffensiva francese non si fa attendere e se non fosse stato per l'intelligenza e arguzia del Principe Eugenio l'esito della pugna sarebbe stato nefasto per gli alleati. Una brigata di riserva viene mandata a tappare la falla e ai francesi non rimane che ritirarsi su una linea secondaria, verso madonna di campgna.mponare il temporaneo. A questo punto inizia lo sbandamento delle truppe franesi, anche se gli scontri sono ancora duri. Lo stesso Duca Amedeo smonta da cavallo per combattere a piedi e, alla testa di alcuni reggimenti di cavalleria, insegue alcuni battaglioni nemici verso Regio Parco impedendo, inoltre, ad alcuni reggimenti francesi - giunti dalla circostante collina - di passare il Po per soccorrere i commilitoni.

3a FASE - LA FINE DELLO SCONTRO

Anche la seconda linea di difesa abbozzata dal Duca d'Orléans - ferito gravemente e costretto a lasciare il campo - si scompagina. Resiste ancora l'ala sinistra appoggiata al castello di Lucento; l'intervento del Conte Daun - uscito dalla città con un presidio composto da alcuni battaglioni di fanteria, squadroni di cavalleria ed un cannone - che attacca i gallo - ispani alle spalle è la mossa risolutiva della giornata. Anche in questo punto i francesi cedono - ormai attaccati da tre lati - e lo sbandamento è generale. Molti soldati francesi per salvarsi annegano nel fiume Dora, altri fuggono in tutte le direzioni, poche centinaia riescono a salvarsi. Alle tre del pomeriggio la battaglia è finita ed è vinta!

Quello che rimane dell'esercito francese si ritira verso Pinerolo, per una successiva ritirata verso la Francia. I due cugini reali, una volta rincontratisi sul campo di battaglia, entrano insieme in Torino da Porta Palazzo, tra due ali di folla esultante, e si recano al Duomo per celebrare un Te Deum di ringraziamento. Torino è libera…il Piemonte è salvo!